Castelvecchio di Rocca Barbena (Sv)

La nascita del borgo risale all’XI secolo, quando i Clavesana vi eressero il castello; in seguito il centro divenne una roccaforte dei marchesi Del Carretto. Dopo la fondazione di Zuccarello entrò nella sua giurisdizione, ma continuò a mantenere una certa importanza. Nel 1623 passò ai Savoia, quindi alla Repubblica di Genova con una lotta che ebbe il culmine nell’assedio del 1672; in quell’occasione i soldati piemontesi (comandati da un avo di Vittorio Alfieri) si dovettero arrendere per mancanza d’acqua, dato che il castello pur godendo di una validissima posizione strategica, contava solo sulle piogge per il rifornimento idrico. Dopo la vittoria, Genova vi stanziò, nel ‘700, una guarnigione stabile. Successivamente le vicende di Castelvecchio si confondono con quelle del resto della vallata, fino all’annessione al Regno di Sardegna.

Da vedere: La costruzione più imponente e complessa è senza dubbio il castello, che sovrasta il borgo con la sua mole massiccia. Fu eretto nell’XI secolo e conserva gran parte dell’impianto originale, nonostante le numerose modifiche che lo hanno interessato. Dal piazzale d’ingresso si gode una splendida visione della vallata.
La Parrocchiale dell’Assunta ha subìto rifacimenti nel periodo barocco, ma il campanile con cuspide è dell’edificio originario.

L’intero borgo è molto interessante per la sua architettura, che dal Medioevo ad oggi ha subìto poche modifiche; si possono scorgere i resti delle torri della cinta muraria ed esistono diverse case-fortezze a testimonianza dell’origine strategica del centro. Le abitazioni presentano numerosi elementi “mediterranei”, come i tetti a cupola o a terrazzo e i muretti per raccogliere le acque piovane. Molto belli “ i carruggi” contorti e sovrastati dagli archi antisismici delle case, e curioso infine il piccolo cimitero a forma di cuore che sorge poco fuori dal paese.

 

 

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